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La Federazione

INCLUSIONE, COMPETENZE, LEADERSHIP FEMMINILE: IL MODELLO FIDESM A MILANO CORTINA 2026

Ieri 16 febbraio, la Triennale di Milano, quartier generale di Casa Italia, ha ospitato il panel “Equità di genere e sport, un evento dedicato alla gender equality”, frutto della collaborazione tra Coni, Fondazione Milano Cortina 2026 e Cio. Tra i protagonisti dello sport italiano chiamati a dare la propria testimonianza, anche la presidente della Fidesm e membro della Giunta del Coni Laura Lunetta, intervenuta anche in qualità di Referente del Dipartimento Pari Opportunità del CONI.


Una mattinata di racconti, confronti e impegni programmatici, in cui sono passati in rassegna il contesto italiano, la leadership femminile nel mondo dello sport in numeri, le prospettive didirigenti, atleti e tecnici, le progettualità future. I saluti istituzionali hanno aperto i lavori, portati da Diana Bianchedi,Chief Strategy, Planning and Legacy Officer per Fondazione Milano Cortina 2026; Nawal El Moutawakel, vice presidente del Comitato Olimpico Internazionale; Martina Riva, assessora allo Sport e ai Giovani del Comune di Milano; e Veronica Vecchi,pesidente di Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa e associate professor of Practice alla SDA Bocconi.


La presidente Laura Lunetta è intervenuta nel primo panel, insieme a Cecilia D’Angelo, dirigente Territorio del Coni eresponsabile del Progetto “21 tappe”, il presidente del Coni Lombardia e membro della Giunta Nazionale Marco Riva, la responsabile per l’Uguaglianza di genere, la diversità e l’inclusione del Cio Charlotte Groppo, la rappresentante degli Atleti in Giunta Coni Valentina Rodini e quella dei tecnici Elisabet Spina, allenatrice Figc.


“Per me – donna, madre e presidente della Federazione Italiana Danzasportiva e Sport Musicali, eletta per il secondo mandato – lo sport è un educatore formidabile – ha raccontato Laura Lunetta -, la terza agenzia formativa dopo famiglia e scuola. Può offrire un contributo decisivo alla crescita di una società più inclusiva, consapevole e migliore”. In questa chiave, “ritengo fondamentale – sottolinea la presidente della Fidesm - aumentare la presenza femminile nei ruoli di vertice e negli organi dirigenziali delle organizzazioni sportive”. L’esperienza nella danza è stata propedeutica a sviluppare una particolare sensibilità per le politiche di genere. “Mi ha insegnato l’equilibrio tra i generi – racconta Lunetta -: uomo e donna come un team, in cui la sincronia tra i partner incide in modo decisivo sulla performance e sul risultato. Questa disciplina mi ha educata a costruire opportunità oltre i limiti di genere, dentro un sistema meritocratico fondato su studio, allenamento, resilienza e capacità di rialzarsi dopo le sconfitte”. Oggi che è Presidente federale al secondo mandato, Vice presidente della WDSF e membro di Giunta come più votata tra i dirigenti, Lunetta può dire che “… la mia esperienza dimostra che, attraverso lavoro, studio e determinazione, le donne possono aspirare a ruoli dirigenziali di vertice, contribuendo a cambiare un paradigma culturale che spesso presenta il gap di genere come insuperabile, invece che come una sfida da affrontare dando il meglio di sé”.
Ma nonostante gli straordinari risultati raggiunti dalle atlete in molte discipline, nel mondo dello sport resta ancora molta strada da fare per una reale rappresentanza femminile negli organismi di governo e alla guida delle Federazioni. A questo scopo, dopo la sua elezione, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha istituito, tra i sedici Dipartimenti tematici insediati a settembre, quello dedicato alle Pari Opportunità, di cui Laura Lunetta è Referente. “Tra gli obiettivi programmatici – spiega -, c’è promuovere la parità di genere, diffondere educazione e cultura sportiva come leve di trasformazione sociale, rendere lo sport più equo, inclusivo e rappresentativo, lasciare una legacy concreta per il futuro”. Un lavoro che vada oltre le quote rosa, ad oggi ancora necessarie. “Pur riconoscendo che, in teoria, il merito dovrebbe bastare e non servirebbero quote – racconta la Lunetta -, si sottolinea come queste misure siano oggi ancora necessarie per aprire spazi, scardinare stereotipi e favorire un reale cambiamento culturale. Spetta quindi agli attori del sistema sportivo dare un esempio concreto e contribuire alla crescita armonica dello sport. Incentivare la partecipazione femminile non vuol dire creare corsie preferenziali, ma offrire opportunità reali in cui le donne possano esprimere il proprio potenziale e sentirsi pienamente coinvolte, valorizzando il merito”.