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Area Sport

Vito Coppola, un bronzo di istinto, passione e energia

Una vita per la danza sportiva. Il ballo è la sua medicina per il cuore e per lo spirito. Ha scelto le emozioni che solo il ballo sa trasmettere. Esplosivo e istintivo, in pista è un tutt’uno con la sua partner. Stiamo parlando dell’Azzurro Vito Coppola che in coppia con Oona Oinas da pochi giorni ha vinto il bronzo alla Coppa Europa WDSF disputata in Lettonia.

Una bella gara…

È andata bene. L’atmosfera era ottima e anche il feeling è stato molto positivo. Il pubblico era caloroso, partecipativo, ci ha applaudito, ci ha incitato, ci ha molto apprezzato soprattutto quando abbiamo fatto l’assoluto. Insomma è andato tutto bene.

Soddisfatti del risultato?

Certamente, anche se volevamo fare meglio. Abbiamo fatto podio è questa è una grandissima soddisfazione. Come atleti abbiamo sempre l’ambizione di fare meglio, questo è sport a livello agonistico, fare bene per migliorare è nel nostro dna.

Una finale combattuta e memorabile.

Verissimo, gli atleti erano tutti di livello e la finale è stata combattuta. Durante la finale non abbiamo avuto pressione, i turni di gara erano cadenzati bene, solo brevi pause. Tutto è stato gestito molto bene, siamo rimasti sempre concentrati e tutto è filato liscio, anche grazie ad un angelo custode mandato dalla FIDS.

Un angelo custode?

Sì un fisioterapista. È stata la prima volta che la FIDS ci ha fatto accompagnare da un “angelo custode” in carne ed ossa.  Se non avessi avuto lui accanto non avrei potuto ballare e gareggiare bene. Il fisioterapista mi ha salvato perché altrimenti la finale l’avrei disputata praticamente bloccato. È stato fondamentale.   

Parliamo di sensazioni…

Le sensazioni cambiano sempre. Con l’esperienza sappiamo gestire le emozioni. Prima di scendere in pista c’è una sana ansia, quella che si prova prima di gareggiare. Io ed Oona abbiamo però diversi modi per prepararci prima di scendere in pista: lei si isola e ascolta musica, io invece devo distrarmi, saltello, cammino. Poi quando la gara è imminente noi due ci isoliamo completamente,  siamo solo noi, le sensazioni sono solo nostre. Ogni volta cambiano, non sono mai paragonabili con quelle provate in altre gare, dipende dalle sfide e da altri mille fattori.

Un vostro punto di forza?

Giochiamo molto con il pubblico. Fra di noi giochiamo visivamente, con il tatto con lo sguardo. Ci isoliamo completamente, in gara spegniamo il pulsante della tecnica e accendiamo quello delle emozioni. Viviamo il momento in base a quello che succede. Ci adeguiamo. Di solito mi capita di inventare al momento e Oona sa seguirmi, sa adeguarsi e questo è frutto solo di un’intesa e di una chimica perfetta. La cosa bella fra noi è che nulla è mai dato nulla per scontato, ogni volta nasce qualcosa di nuovo. Ci intendiamo con uno sguardo e questo è riscontrabile anche dai punteggi nell’interazione di coppia (partner skill) dove otteniamo sempre il massimo.

Da quanto ballate insieme?

Da due anni, è un tempo giovane per i livelli in cui gareggiamo, siamo forse la coppia di nuova formazione più giovane, di solito ci vogliono tre, quattro anni per consolidarsi come coppia, noi siamo riusciti ad abbattere i tempi.

Perché hai scelto la danza sportiva?

Mio papà era un insegnante di ballo, ma ho provato anche altri sport. Ho provato con la pallavolo, il basket, l’atletica, il tennis, il pattinaggio, il nuoto: ne ho provati tantissimi però alla fine vedevo che ero altalenante negli altri, invece nella danza ero costante, imparavo cose nuove, erano brividi nuovi ogni volta, il ballo mi dava sensazioni diverse, gli altri sport non riuscivamo a trasmettermi le stesse cose. Poi la danza sportiva è uno sport diverso dagli altri, devi interagire con un’altra persona, non è semplice, non parlo solo della tecnica ma mi riferisco all’interazione fra due corpi, il loro bilanciamento, i loro caratteri, insomma è uno sport che mi regala delle sensazioni sempre nuove.

Come si raggiungono gli alti livelli?

La danza sportiva è uno sport completo, noi tutti i giorni passiamo 5 ore in palestra ad allenarci. Ci vuole tanto sacrificio, bisogna rinunciare a tante cose, bisogna vivere da sportivi e concentrarsi sempre sull’attività sportiva che si pratica.

La danza ragione di vita?

Per me il ballo è tutto, è vita, è forza, è la mia medicina dello spirito e dell’anima.

Perché un ragazzo dovrebbe scegliere la danza sportiva?

Ai ragazzi dico sempre, il ballo aiuta nella crescita dinamica ma anche nella scuola, perché ti aiuta nei rapporti interpersonali, ti aiuta ad essere pronto ad accogliere il prossimo a crescere con un occhio propositivo verso gli altri.

Prossimi impegni?

Settimana prossima saremo in Belgio, poi saremo in Francia, quindi a Taipei per il GrandSlam e infine in Giappone e a Rimini. Gli impegni non ci mancano.