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Alla scoperta degli atleti dei Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026

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Alla scoperta degli atleti dei Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026: dal surf agonistico al Breaking olimpico, la storia del B-Boy Leo dell’Italia

A soli 15 anni, Leonardo “B-Boy Leo” Casula porta con sé un percorso sportivo particolare nel panorama internazionale del Breaking. Originario della Sardegna, isola del Mediterraneo, Leo è un ex surfista di livello nazionale, skateboarder e nuotatore fin dalla prima infanzia, che ha trasferito nel cypher le competenze maturate attraverso le diverse discipline sportive.

Ora, mentre si prepara a rappresentare l’Italia sul palcoscenico più importante della sua carriera, ai Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026, Leo racconta la sua storia, fatta di equilibrio, famiglia e dedizione.

Le radici in Sardegna: tra vigneti e mare

La storia di Leo comincia in Sardegna. Nato a Cagliari, è cresciuto a Serdiana, un paese di circa 2.500 abitanti circondato da vigneti. Nonostante i suoi impegni internazionali siano

sempre più numerosi, la sua isola e le sue coste rimangono il luogo in cui ama rilassarsi e ritrovare sé stesso.

«Amo la mia isola, la Sardegna, e soprattutto il mare. È il mio posto preferito per rilassarmi, di solito sulla mia tavola da surf».

Molto prima che il Breaking diventasse il centro della sua vita, Leo aveva già sviluppato una solida disciplina fisica. Figlio di due istruttori professionisti di nuoto, è entrato in acqua quando aveva appena due mesi. Crescendo, ha iniziato a esplorare le strade con lo skateboard e il mare con la tavola da surf, distinguendosi in acqua fino a conquistare un posto nella Nazionale italiana di surf.

La scoperta del Breaking: un percorso non convenzionale verso la propria passione

In una disciplina in cui molti atleti di alto livello iniziano a praticare fin dalla prima infanzia, Leo ha scoperto il Breaking a otto anni, un’età che alcuni, nell’attuale panorama della disciplina, considerano già relativamente avanzata per cominciare. Tuttavia, le solide basi atletiche costruite attraverso diversi sport si sono rivelate un vantaggio.«Ho iniziato a praticare Breaking piuttosto tardi, considerando gli standard attuali dei bambini che si stanno avvicinando a questa disciplina. Tuttavia, grazie agli sport che avevo praticato in precedenza, soprattutto il surf, sono riuscito a progredire rapidamente. Avevo già un ottimo controllo del mio corpo e sono persino riuscito a integrare alcuni elementi del mio passato sportivo in determinati movimenti».

Ripensando al proprio percorso, Leo offre una riflessione ai giovani atleti che potrebbero sentirsi in ritardo rispetto agli altri:

«A volte si scopre il proprio talento attraverso un percorso non convenzionale... Ho iniziato a nuotare a due mesi, poi ho provato lo skateboard, il tennis e il surf, ma quando ho scoperto il Breaking ho trovato il modo migliore per esprimere me stesso e ho deciso di dedicarmici completamente».

Il legame con gli Ormus Force: un mentore e un padrino

Il momento decisivo nella carriera di Leo nel Breaking è arrivato quando ha incontrato Claudio, conosciuto da tutti come Yaio, membro della leggendaria crew italiana di Breaking Ormus force.

 Yaio è diventato il suo primo insegnante e ancora oggi è il suo unico coach. Nel corso degli anni, il loro rapporto si è trasformato in un legame destinato a durare tutta la vita.

«Fin da subito ho percepito la sua totale dedizione al Breaking e a tutto ciò che rappresenta. È stato immediatamente una fonte d’ispirazione e una guida in questa disciplina. Con il tempo abbiamo sviluppato un legame profondo, tanto da diventare addirittura padrino e figlioccio l’uno dell’altro!».

La sinergia nata durante la pandemia e B-Girl Gintonic

Conciliare quattro sport impegnativi — nuoto, skateboard, surf e Breaking — è diventato, a un certo punto, impossibile. Quando è arrivata la pandemia di COVID-19 e le competizioni internazionali si sono fermate, Leo ha deciso di concentrarsi completamente sulla danza.

Con le strutture dedicate agli allenamenti chiuse, la sua camera da letto è diventata lo spazio in cui allenarsi ogni giorno.

Proprio in quel periodo si è rafforzato il rapporto speciale tra Leo e la sorella minore, Ginevra. Oggi, a 11 anni, Ginevra gareggia con il nome di B-Girl Gintonic. «La mia camera da letto era sufficiente per allenarmi. In quel periodo è successo qualcosa di davvero speciale: io e la mia sorellina Ginevra (B-Girl Gintonic) siamo diventati ancora più uniti. Ora ha 11 anni ed è incredibilmente talentuosa. Ci siamo sempre allenati fianco a fianco, aiutandoci a migliorare ogni singolo giorno. Ricordatevi il suo nome, perché sono sicuro che sentirete parlare molto di B-Girl Gintonic in futuro».Nonostante le normali rivalità tra fratelli, il Breaking riesce a far emergere tutta la loro capacità di collaborare:

«Come tutti i fratelli, litighiamo spesso... ma nel Breaking troviamo sempre un punto d’incontro, un modo per aiutarci e trarre beneficio l’uno dall’altra. Abbiamo stili diversi, eppure insieme creiamo un’intesa perfetta. Anzi, spero di poter partecipare con lei ad alcune gare di coppia, magari in un format come “Bonnie & Clyde”!».

La svolta: conquistare la scena internazionale a Porto

Leo ha iniziato ufficialmente il suo percorso agonistico internazionale nel 2022, viaggiando in tutta Europa per fare esperienza e confrontarsi con alcuni dei migliori B-Boy.

Una svolta decisiva è arrivata durante i Campionati Mondiali Giovanili WDSF del 2025 a Porto, in Portogallo. Il confronto con ballerini internazionali di altissimo livello ha contribuito a ridefinire le sue ambizioni.

«Ho acquisito una visione chiara del percorso che volevo seguire quando, a Porto, durante i Campionati Mondiali Giovanili del 2025, ho incontrato ballerini di altissimo livello. È stato in quel momento che ho capito dove volevo arrivare e quali traguardi ero in grado di raggiungere. Spero di continuare ad alimentare questa mia fame di conoscenza di tutto ciò che riguarda questa disciplina».

Portare l’energia della costa sul palcoscenico olimpico

Quando Leo salirà sul palcoscenico dei Giochi Olimpici Giovanili per rappresentare l’Italia, porterà con sé quello stile esplosivo e ricco di energia che caratterizza le sue battle. Ma dietro la potenza dei suoi movimenti si nasconde anche la mentalità calma ed equilibrata che ha sviluppato nelle acque della Sardegna.

«Diciamo che sono sempre stato una persona piena di energia, quindi l’effetto calmante del mare su di me crea l’equilibrio perfetto! Il legame con la natura ha il potere di dare serenità all’anima».

Dal nuoto praticato fin da bambino alle onde cavalcate con la Nazionale italiana di surf, fino alle sfide per conquistare la gloria olimpica a Dakar, il percorso di Leonardo Casula dimostra che non esiste un’unica strada per sviluppare le proprie capacità atletiche.

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