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Patologia del Metatarso
sabato 26 gennaio 2008
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Nel piede ci sono 26 ossa disposte a formare un asse ellittico: si possono suddividere in tre gruppi

 

uno prossimale TARSO
uno inermedio
METATARSO
uno distale
FALANGI

 

I movimenti delle dita possono essere effettuati a livello delle singole falangi nelle articolazioni interfalangee, oppure nelle metatarsofalangee.

 

Le articolazioni interfalangee possono compiere solo movimenti di flessione plantare e di ritorno. Quelle metatarsofalangee permettono la flessione, la estensione, la abduzione e l'adduzione. I muscoli che agiscono sul piede sono lunghi, estrinseci, ad inserzione nella gamba e muscoli intrinseci, brevi, intrinseci al piede.

 

La patolologia del piede e, nello specifico del metatarso, nella danza può essere una patologia traumatica ma anche gesto-specifica. Vediamo insieme quelle che sono le patologie più frequentemente riscontrate:

 

Fratture da stress dei metatarsi

Le fratture da stress sono particolarmente frequenti nei danzatori; si verificano in conseguenza di ripetuti sforzi localizzati in un punto dell'osso e si formano gradualmente. Quando l'osso è sottoposto a sforzi ripetuti, diversi da quelli collegati alle attività quotidiane, risponde all'eccessive sollecitazioni con un graduale ispessimento corticale e, se lo sforzo è più intenso e più localizzato, con microfratture e conseguente risposta locale infiammatoria.

 

Questo provoca nel danzatore un dolore ingravescente (metatarsalgia), avvertito inizialmente solo durante la danza ma, col progredire della frattura, sempre più frequentemente, fino al punto di scomparire solo con il riposo. Se trascurato, questo tipo di frattura può evolvere in frattura completa dell'osso e, naturalmente, quanto più il danzatore avrà continuato l'attività con una frattura da stress tanto più lenta sarà la guarigione.

 

I metatarsi interessati sono in genere il II e il III, occasionalmente anche il IV e il V.

 

Trattandosi di un osso superficiale, la diagnosi è immediata, sulla base di ipertermia locale, dolore e edema.

 

 

Cause predisponenti possono essere: 

  • diversità di lunghezza dei metatarsi;
  • dita lunghe e avampiede debole predispongono ad una frattura della base del II metatarso;
  • la predisposizione anatomica è notevolmente aggravata dalla debolezza dei muscoli intrinseci;
  • danzare su pavimenti di legno rigido e altre superfici prive di elasticità può rapidamente dare origine ad una serie di fratture da stress;

 

cause tecniche, la più comune delle quali è la trasmissione scorretta del peso. Cercando di determinare la causa di una lesione, infatti, la prima domanda che il danzatore professionista o lo studente, il maestro di danza o il medico curante devono porsi è: quale errore tecnico ha portato a questa lesione?

 

Sesamoidite

 

Sotto la testa del primo metatarso, in seno ai tendini dell'alluce, si trovano due ossicini, chiamati sesamoide mediale e laterale. Durante la deambulazione e la corsa i due sesamoidi distribuiscono il carico sotto la testa del metatarso e proteggono anche i tendini, che altrimenti sarebbero sottoposti in ogni passo a pressione diretta di schiacciamento. Talvolta se ne infiamma uno e entrambi, provocando dolore, per cui l'appoggio del piede diventa disagevole; questo è il caso della cosiddetta sesamoidite. Si manifesta con dolore locale e a volte edema. Il dolore, localizzato sotto la testa del I metatarso, è peggiorato dalla flessione dorsale passiva del dito, esercitata premendo sotto la testa del I metatarso.

Fratture del sesamoide mediale

 

Molte ballerine sviluppano un alluce valgo: deviazione dell'alluce che, oltre alla deformazione, può provocare una limitazione dolorosa dei movimenti. Ciò è facilitato da presenza di un piede egizio cioè con il primo raggio più lungo degli altri, da un index plus e da un varismo del 1° raggio. Condizioni predisponesti alle suddette patologie sono la brevità del primo raggio anatomica o geometrica; questa pone gravi problemi di stabilità, perchè se il primo metatarso è breve non sopporta il peso e il ballerino cercherà di mantenere la stabilità sul secondo e sul terzo.

   

Se il peso viene scaricato medialmente al 2 ° raggio vi è "cedimento" nella posizione sulle mezze punte, e questo porterà danni all'avampiede, al piede, alla caviglia, al ginocchio fino al tronco.

 

Questo difetto non può essere corretto con il trattamento chirurgico, per cui il ballerino dovrà cercare di sopperire con la tecnica.

 

Tutte le patologie dell'alluce interferiscono con il corretto uso del piede: ne deriva la difficoltà o la impossibilità per il danzatore di mantenere il corretto allineamento del piede e ciò può produrre lesioni in altre zone dell'arto inferiore, della caviglia, del ginocchio e dell'anca. Non si dovrebbe intraprendere alcuna terapia chirurgica sino alla fine dell'attività del ballerino.

 

Si capisce, dunque, come sia necessario anche ballare nel rispetto di alcune regole igieniche fondamentali come stretching e warm-up prima di ogni allenamento e defaticamento dopo.

 

Nella danza, come nell'andare in bicicletta, il mantenimento dell'equilibrio è semplicemente una questione di controllo della distribuzione del peso. Il ballerino deve esercitarsi fino a che non riesce a raggiungere un equilibrio automatico, senza cioè dover pensare a quello che sta facendo.

 

Gli schemi motori sono numerosissimi; alcuni di essi, come correre, saltare, lanciare, afferrare, rotolare, camminare... sono definiti "schemi motori di base", proprio perché sono alla base di tutte le più complesse attività funzionali (e quindi anche delle attività di danza e ballo!).

 

La fluidità e la facilità del movimento nel ballo, dipendono da elementi che devono essere sempre presenti, quali la forza e la flessibilità del muscolo, la flessibilità delle articolazioni e l'equilibrio. La coordinazione di gruppi di muscoli è molto complesso e dipende da una postura iniziale biomeccanicamente corretta. Ciò produce un uso equilibrato dei principali gruppi muscolari.

 


 

Dott.ssa Serena Bria

Commissione Medica della Federazione Italiana Danza Sportiva Ambulatorio e Centro Studi di Medicina dello Sport - Università Cattolica del Sacro Cuore - Policlinico Agostino Gemelli - Roma

 

 
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