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Campionato mondiale prof. ipdsc, l'appello della wdc e la risposta dell'ipdsc
martedì 05 dicembre 2006
Stampa

Pubblicata la traduzione dell'appello del chairman WDC Fred Bijstersul mondiale professionisti IPDSC di Madrid e la risposta del IPDSC Project leader, presidente FIDS, Galvagno.

Tradotto dal sito WDDSC.COM
Chairman Dance Sport della World Dance Council Mr. Fred Bijster

 

Comunicato Stampa

Appello a tutti coloro che sono responsabili della protezione dei nostri prestigiosi titoli. L’organizzazione dei Campionati Mondiali ed Europei ha una lunga storia. Dalla costituzione del World Dance Council (già ICBD) e dell’IDSF (già ICAD) i rispettivi titoli hanno assunto grande prestigio in tutto il mondo.


Negli anni sia i titoli dei dilettanti che quelli dei professionisti sono stati percepiti come "genuini", riconosciuti e rispettati da tutto il mondo della danza sportiva. Questo grazie agli sforzi di entrambe le istituzioni WDC e IDSF. Per i competitori tutto ciò rappresenta una evidente e chiara identificazione che li aiuta nelle loro carriere. Moltissimi nomi noti e rispettati hanno percorso il cammino che li ha visti prima campioni del mondo dei dilettanti per diventare poi finalisti o campioni del mondo nel settore dei professionisti. Le due fasi sono strettamente connesse e comunemente rispettate.

Entrambi il WDC e la IDSF possono giustamente rivendicare i meriti per il riconoscimento dei rispettivi titoli e per il grande aiuto profuso nelle carriere individuali di molte persone.

 

E’ abbastanza triste che tutto ciò sembri appartenere alla storia ed è triste assistere alla rovina o alla svalutazione delle carriere future e passate. Carriere dove le persone hanno investito il tempo di una vita, le loro vite personali e quantità di denaro per diventare uno di quei “campioni del mondo”. Pertanto la decisione dell’IDSF, presa in maniera unilaterale, di facilitare e supportare l’organizzazione di un Campionato del Mondo Professionisti da svolgersi in Gennaio 2007 è un atto irresponsabile, iniziato da individui che privilegiano i loro scopi personali e che per fare ciò abusano della loro posizione di persone elette.

 

Ancora più insopportabile è il fatto che questi individui sembrano ottenere supporto un po’ qua e un po’ là , e che la maggioranza preferisce “rimanere neutrale”. Certamente si può affermare che la WD e l’IDSF non agiscono in maniera ideale. Certamente le cose potrebbero essere migliorate. Ma questo non è una ragione per peggiorarle!
E’ ovvio che questo argomento non può essere utilizzato da nessuna delle due organizzazioni (WDC-IDSF) che hanno dato riconoscibilità e prestigio a questi titoli nel passato e che pertanto ne devono essere responsabili. Per prima cosa e la più importante, è che verrebbe rinnegato l’esistenza ed il prestigio degli attuali titoli, che la WDC ha organizzato con grande soddisfazione per così tanti anni, affermati e riconosciuti dall’intero mondo della danza. Seconda, ma di pari importanza, i competitori professionisti non lo vogliono; perché come si può immaginare essi preferiscono che si possa ottenere un solo titolo ufficiale.

 

In considerazione del fatto che esiste un titolo ufficiale mondiale e che i competitori non ne desiderano un secondo, è facile concludere che l’IDSF non sta facendo gli interessi dei competitori, ma che all’ordine del giorno ci sono altri argomenti, come lo smembramento e la divisione dei professionisti e/o l’acquisizione del controllo sui professionisti.

L’argomento che c’è un secondo e terzo titolo mondiale non è un argomento e certamente la causa non è il WDC. Infatti il WDC ha offerto il proprio supporto all’IDSF per risolvere questo problema, poiché i titoli dei professionisti si aggiudicano come i titoli dei dilettanti. Negli ultimi anni le differenze nell’approccio tra la WDC e l’IDSF sono cresciute ed i contatti sono stati scarsi e improduttivi. Nel mese di settembre 2006 c’è stata una riunione apparentemente produttiva, ma questa azione unilaterale contraddice l’atmosfera amichevole ed invita il WDC ad agire nello stesso modo. Molti membri hanno sollecitato il Presidium del WDC di andare in questa direzione, ma finora abbiamo preferito cercare una soluzione congiuntamente all’IDSF. Ma il rispetto non può esserci solo da una parte.

Se l’IDSF desidera continuare il conflitto, non lascia alternativa al WDC che deve rispondere nella stessa maniera. Si stanno predisponendo dei provvedimenti. Questo è l’ultimo appello. Fred Bijster
Chairman del WDC


Risposta del presidente FIDS, project leader IPDSC

 

Ho letto con grande interesse la lettera di mr. Fred Bijster in merito al campionato professionisti open IPDSC del prossimo 13 e 14 gennaio a Madrid (Spagna).


La lettera, condivisibile per la maggior parte della ricostruzione che fa della situazione della danza sportiva mondiale, è assolutamente sconclusionata quando parla di atto irresponsabile da parte dell’IDSF in merito al sostegno del campionato del mondo IPDSC.

 

E’ particolarmente priva di senso la conclusione del chairman della Dancesport della WDC per i seguenti motivi:
1) il danneggiamento del valore del titolo di “campione del mondo” è iniziato proprio dal WDC con l’ampio risalto dato ai campionati del mondo IDU (rimasti pubblicati nel sito ufficiale WDC per mesi e mesi) e per le pressioni fatte da dirigenti WDC ai campioni del mondo IDSF latino americane Riccardo Cocchi e Joanne Wilkinson per convincerli a ballare al mondiale IDU 2005;


2) la decisione di creare una “professional division” e di indicare l’IPDSC lo strumento per realizzarla è una decisione non di “pochi individui” ma di oltre il 90% dei presidenti delle federazioni nazionali radunati nell’Annual General Meeting IDSF di Wels lo scorso giugno;


3) la WDC dimostra ogni giorno con i fatti, basta leggerlo nel sito web ufficiale, di non essere e di non volere essere una federazione sportiva. Basti pensare al risalto che viene data all’attività pro-am che molto difficilmente potrebbe essere considerata come sport agonistico di alto livello come le federazioni sportive mondiali sono abituate a gestire ed il CIO a valutare;


4) le valutazioni di Mr. Bijster sono nettamente in contrasto con quanto dichiarato dal presidente Donnie Burns nella sua press release del 02 dicembre 2005 dove testualmente dichiara “… However, we are also totally based on commitment to complete freedom and open market principles, and most vehemently oppose all bans, all restrictions, all attacks on events or organisations…” Non è l’IPDSC un’altra opportunità per i professionisti, quella di ballare nel mondo sportivo riconosciuto? O le dichiarazioni di principi per la WDC ed i suoi dirigenti valgono solo se convengono a loro?


5) Se la WDC è convinta con quanto dichiara Bijster perché tanta pubblicità sul sito ufficiale WDC alla nascita dell’IDU (forse non riconosciuta ufficialmente ma che vede impegnati importanti dirigenti WDC in diverse parti del mondo per promuoverla) ed alla IDSA come alternativa alla IDSF (unica realtà riconosciuta dal CIO)? La WDC è per il libero mercato solo se questo significa demolire l’IDSF e creare problemi alle sue federazioni nazionali? Non è l’IPDSC un’altra opportunità offerta dal libero mercato?


6) che gli atleti professionisti non lo vogliano è tutto da dimostrare, lo dice Fred Bijster. A me risulta che a Madrid saranno molti i professionisti partecipanti.

E’ evidente che a forza di tirare la corda nei rapporti con l’IDSF e con le sue federazioni nazionali, questa corda si è tesa al punto di essere strappata.


Se così non fosse non si comprenderebbe perché oltre il 90% dei membri è stato favorevole alla creazione della professional division all’interno dell’IDSF, rappresentata dall’organizzazione IPDSC.

 

Ultima valutazione, ma on ultima. Visto che la WDC si occupa di professionisti, di “liberi professionisti”, non è un po’ forte l’appello a limitare le proprie possibilità di lavoro e di guadagno per giustificare i propri errori strategici e politici?

Ma, si sa, ognuno – liberamente eletto – propone la politica che ritiene più opportuna.


Poi saranno i fatti che dimostreranno se si è agito correttamente o meno.

 

Però, forse, prese di posizione come quella di Mr. Bijster spiegano il grandissimo entusiasmo e la massiccia partecipazione per il meeting IPDSC del 12 dicembre prossimo a Roma.

 

Ferruccio Galvagno
Project leader IPDSC

Ultimo aggiornamento ( sabato 09 febbraio 2008 )
 
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