Dopo una lunga valutazione con il presidente IDSF Carlos Freitag, il responsabile dell'IDSF Professional division Daniele Tondon (ex IPDSC), il presidente federale Ferruccio Galvagno, ha portato alla deliberazione del Consiglio di Presidenza, l'approvazione dell'autorizzazione a partecipare alla competizione inglese denominata "International" che si svolegerà ad ottobre, esclusivamente ai finalisti del mondiale IPDSC standard e latino americane.
Così facendo la FIDS, accoglie la richiesta di lasciare libere, con il ruolo di "ambasciatori" della Professional Division IDSF, le migliori coppie ai mondiali IPDSC, tuttavia ne sconsiglia caldamente la partecipazione.
Motivo della posizione della FIDS è la prosecuzione della politica "out of touch" degli inglesi che ribadiscono che senza Italia e Russia non è cambiato nulla e che, quindi, restano fermi sulle loro posizioni di "sponsorizzazione" della WDC e della WDC amateur league di cui i dirigenti sono presenza costante.
Comprendiamo le motivazione dell'IDSF Professional division che, mediante questo segno di distensione, vuole provare ad iniziare una negoziazione che dovrà, però, basarsi sulle regole fondanti l'IDSF: la Carta Olimpica, tutti i suoi valori e precetti dello sport moderno.
Gli organizzatori inglesi procedono "stiff upper-lip" pensando di essere nel giusto e non preoccupandosi minimamente delle ragioni che hanno portato due grandi federazioni, tra poco molte altre, a non partecipare più alle competizioni inglesi.
Per questo motivo la FIDS, come la federazione russa, continua a non autorizzare la partecipazione dei propri atleti, con la sola eccezione di cui sopra. Gli alteti che, nonostante la FIDS sconsigli la partecipazione, decidano di partecipare dovranno provvedere da soli all'iscrizione.
Il fatto che la FIDS sconsigli la partecipazione è per ovvia coerenza con le motivazioni che hanno portato al diniego dell'autorizzazione a partecipare per tutte le altre coppie.
Il Consiglio Federale ha sottolineato, altresì, di comprendere le motivazioni degli atleti che parteciperanno, visto che si tratta di maestri con una lunga carriera alle spalle, tutta programmata - com'era uso - per essere competitivi nelle tre gare inglesi che erano, in passato, tra le più importanti per un atleta.
D'altra parte gli atleti italiani, che già da oggi, stanno programmando nuove competizioni IDSF nel mondo, come quelle negli Stati Uniti, in Giappone, nelle meravigliose capitali europee, tra poco tempo non avranno più la minima esigenza di doversi confrontare sulle piste inglesi giudicate, dalle passate generazioni, come dei "must" per un atleta.
Speriamo che gli organizzatori inglesi se ne rendano conto, sistemino dal punto di vista giuridico sportivo le loro competizioni con l'IDSF, dimodochè tutti gli atleti possano tornare, compresi gli italiani ed i russi.
Differentemente avremo la riprova che le gare del Regno Unito non erano tanto "patrimonio degli atleti" come hanno predicato spesso i maestri inglesi, ma semplicemente strumenti per mantenere la supremazia dell' èlite inglese e per fare la guerra ai non allineati (come è successo dal 2005 alla FIDS).