Raccomandazioni pratiche
Una domanda che frequentemente ci viene posta sul sito alla rubrica "Il medico risponde" riguarda le raccomandazioni pratiche da prevenire l'anemia dell'atleta.
L'anemia di per sè è una condizione patologica caratterizzata da riduzione dei livelli di emoglobina al di sotto dei valori minimi normali, e cioè 13 g/dl per il maschio e 12 g/dl per la femmina.
In atleti ben allenati è possibile trovare una condizione anemica più o meno evidente: tale condizione è però relativamente rara, interessando meno del 3-5% degli atleti.
Frequente in ambito sportivo è invece il riscontro di un deficit di ferro (7-29% degli atleti uomini, 17-82% delle atlete donne): esso si evidenzia con una riduzione della ferritinemia, della sideremia e della percentuale di saturazione della trasferrina ed un incremento della trasferrinemia totale (TIBC), in presenza di valori di emoglobina che rientrano ancora nella normalità
L'anemia dell'atleta è un processo a 3 stadi:
- si parte dalla deplezione di ferro ( riduzione della ferritina agli esami di laboratorio) che sta a significare un consumo delle riserve di ferro del fegato, milza e midollo osseo;
- eritropoiesi da carenza di ferro (riduzione della sideremia, della saturazione della trasferrina e della ferritina fino a valori inferiori a 25 ng/ml) che sta a significare che le riserve di ferro sono esaurite, cala la sideremia e aumenta la trasferrina prodotta dal fegato;
- fino alla cosiddetta anemia sideropenica vera e propria con riduzione dei valori dell'emoglobina al disotto di quelli normali, dell'ematocrito e del numero e volume dei globuli rossi.
Ma perchè si crea una condizione di deficit di ferro e poi di franca anemia negli atleti?
I fattori più importanti sono:
- dieta inadeguata
- sanguinamento gastrointestinale, dopo un periodo di allenamento
- ematuria (sangue nelle urine), fenomeno transitorio che scompare nelle 24-72 ore successive all'allenamento
- sudorazione
- allenamento. Sembra che un aumento del carico di allenamento provocherebbe un aumento della saturazione della trasferrina e ciò limiterebbe l'assorbimento del ferro introdotto con la dieta.
Le raccomandazioni principali per prevenire l'instaurarsi di un deficit di ferro sono:
- eseguire controlli con misura della ferritinemia e del grado di saturazione della trasferrina al termine di periodi d'allenamento intensi.
- dieta con alimenti come carne rossa, fegato, rene, cuore e in misura ridotta piselli, fagioli, noci, pane, cereali, spinaci, uova
- allenamento in altura
- supplementazione con ferro. E' consigliata in atleti che hanno una riduzione del ferro dei depositi (per esempio 100 mg/die di solfato ferroso per 20 giorni consecutivi). In genere è consigliata quando la ferritinemia è tra 20 e 30 ng/dl ed il grado di saturazione della trasferrina è al di sotto del 16%. Non bisogna mai fornire una supplementazione marziale in soggetti con normali valori di feritinemia.
Quando invece si è di fronte ad una anemia vera e propria l'unico trattamento è la supplementazione con ferro per un periodo di 1-3 mesi, guidata da un medico esperto.
Dott.ssa Serena Bria
Commissione Medica della Federazione Italiana Danza Sportiva - Ambulatorio e Centro Studi di Medicina dello Sport - Università Cattolica del Sacro Cuore - Policlinico Agostino Gemelli - Roma