Mercoledì, 11 Aprile 2018 14:35

Sara e Vincenzo. Liberi di ballare, di vincere e anche di sognare

Vincenzo e Sara per gli amici, Vincenzo Mariniello e Sara Casini per le piste internazionali di tutto il mondo nelle Danze Latino Americane. In coppia nel ballo dal 2009 e nella vita dal 2016. Affiatati, appassionati, sognatori e grandi interpreti di una tra le discipline più suggestive. Nella loro carriera hanno vinto tantissimo e l’ultimo successo, come gli appassionati sanno, è avvenuto a Mosca, con la medaglia d’argento nella Coppa d’Europa Danze Latino Americane.

Sara è rientrata dalla Russia e con lei abbiamo fatto una chiacchierata a tutto tondo: emerge così il profilo di un’atleta e di una donna determinata, forte, profonda e sognatrice. 

Cosa si prova quando si balla, quando si è in pista?

Emozione, grande emozione. Dopo anni le sensazioni sono differenti ogni volta, quando sei inesperto ci sono ansia e paura di sbagliare, adesso invece c’è la voglia di ballare, la voglia di dimostrare, non c’è la paura di quando eri più piccolo, c’è più tranquillità ma dipende dalle gare. Agli Europei un po’ di “paurina” c’è.

Un argento è un risultato spettacolare, ma…

Ma Mosca ci lascia sicuramente un po’ di dispiacere. Resta un po’ di rabbia per avere perso per pochi centesimi di punteggio. Tuttavia risultato a parte, rappresentare l’Italia è un piacere  e un privilegio: ci sentiamo una sorta di eletti e questo è qualcosa che ti dà tanta carica. L’atmosfera a Mosca era splendida, c’erano belle coppie, è stato tutto bello. Peccato non avere vinto l’oro, sarebbe stato fantastico, ma per noi  comunque resta una grande soddisfazione.

Prossimi appuntamenti?

Abbiamo due gare International Open in Italia, nelle quale ritroveremo i finalisti mondiali, quindi gare intense, con coppie forti. E poi la seconda settimana di maggio abbiamo l’Europeo, quindi non ci fermiamo mai. Sarà un periodo ricco di impegni e di competizioni importanti.

Cosa ti ha spinto a scegliere questo sport? E poi un consiglio per chi vuole iniziare..

Era la mia vocazione da bambina, ballare mi rende felice, ci rende felici. Ci svegliamo felici di andare ad allenarci e di fare il nostro sport. Anche quando passi un periodo non felice nessuno può toglierti la possibilità di ballare e noi questo non abbiamo mai smesso di farlo. Se un ragazzo o una ragazza sentono dentro la vocazione al ballo, le famiglie dovrebbero assecondare queste vocazioni, chi nasce con questo desiderio deve seguire il proprio istinto. Per me e Vincenzo ballare significa libertà. Il ballo è libertà.  

Sogno nel cassetto come atleti e come coppia.

Come donna il sogno è quello di diventare mamma, di creare una famiglia, di avere dei figli, questo è il sogno mio e di Vincenzo, indipendentemente dalla carriera  sportiva, la famiglia è quello che ti rimane. Come atleti invece i nostri obiettivi non sono cambiati, all’inizio era quello di vincere un mondiale nei professionisti e dopo tanti anni, ti confesso, il sogno nel cassetto è rimasto lo stesso. È questo il nostro sogno ricorrente, sognare è più bello della realtà, è il sogno che ti fa andare avanti, la forza di fare te la dà sempre il sogno, certe volte è sempre meglio sognare che guardare la realtà, poi sai non è detto che i sogni non possano diventare realtà.

Letto 4988 volte Ultima modifica il Mercoledì, 11 Aprile 2018 17:06